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Ropp vs Berrick (Prologo. Parte 1)
Posted: November 7, 2011 in Ropp vs BerrickTags: berrick, manhattan, ropp, roppvsberrick
“L’essere più potente del mondo si sacrifica, precipita e muore.”
Questo era il pensiero fisso che gli girava in testa.
“E lo fa per amore… per amore del prossimo.”
Questa parte in particolare lo faceva sorridere amaramente.
Era da tantissimo tempo che un pensiero non gli dava dei brividi così intensi. Era da un’infinità di giorni che non provava più cosa fosse il vero terrore.
Il petto martellava sotto l’elegante camicia rossa. Le labbra tremavano senza sosta.
Non aveva mai provato vertigini, ma in quel momento si sentiva come se stesse per precipitare da quell’altissimo, immenso edificio.
Era lì tutto solo.
Le usuali schiere di visitatori quella sera si erano tenute ben lontane da quel luogo. Solo alcune Hummer nere dei servizi speciali si erano posizionate ai piedi dell’edificio, mantenendo comunque una certa distanza dall’ingresso.
La tensione si respirava in tutto il globo. Tutti stavano aspettando con trepidazione e angoscia quello che da lì a poco sarebbe accaduto. Tutti erano collegati, in qualche modo.
E lui rimaneva lì, impassibile, con lo sguardo nel vuoto, a scrutare l’orizzonte buio di fronte a sé. In attesa della sua nemesi. In trepidazione.
Non provava certe emozioni da tempo immemore. Anche la stessa morte era un pensiero che non lo sfiorava più da anni. La consapevolezza di potersi trovare faccia a faccia con essa aveva però in quel momento risvegliato in lui tutte le paure che pensava ormai rimosse. Ogni paura ancestrale dell’uomo convogliava nel suo spirito. Sembrava stesse assimilando in un solo momento tutte le angosce provate dall’umanità intera, i pensieri di morte di ogni singolo individuo presente sulla faccia della terra. Il senso di oblio eterno, di sonno profondo senza risveglio. Lo spaventoso senso di infinito dato dal pensiero indecifrabile di ciò che non si era prima di essere nati e che si tornerà a non essere dopo il tocco fatale della spietata Signora.
Stava per avere un crollo nervoso. La camicia rossa era sempre più impregnata di sudore.
Respirò profondamente.
“L’essere più potente del mondo si sacrifica, precipita e muore.”
Aveva sempre adorato il King Kong di Cooper e Schoedsack del ’33. Un capolavoro. Per quel motivo aveva scelto quel posto. Per quello stava tremando. Si rendeva conto, con molta lucidità, di come sarebbe andata a finire.
A spezzare momentaneamente la sua tensione fu un rumore improvviso e inconfondibile. Dal buio dell’orizzonte apparve fulmineo uno stormo di elicotteri, tutti completamente neri.
Il momento stava giungendo. Lui, il suo nemico, si stava avvicinando.
Ropp tolse per un attimo lo sguardo dall’orizzonte, si voltò e disse ad alta voce:
“Siete pronti, amici?”
Non ci fu risposta.
“Abbiamo un appuntamento galante stasera. Eh, peccato non sia una bella e giovane donna, questa volta”.
Di nuovo, nessuno rispose. Soltanto una piccola folata d’aria si alzò e gli accarezzò le guance.
Si girò nuovamente. Un sorriso teso gli spuntò sotto i baffi.
“Ti sto aspettando”, disse a bassa voce. “E sono pronto.”









